Rassegna stampa Archivi - RIAP Registro Italiano ArtroProtesi Mon, 03 Mar 2025 10:12:39 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 https://riap.iss.it/riap/wp-content/uploads/2018/08/logo_riap_favicon.png Rassegna stampa Archivi - RIAP 32 32 (Il Mattino) – Il femore? Amico fragile https://riap.iss.it/riap/it/aggiornamento/rassegna-stampa/2025/03/03/il-mattino-il-femore-amico-fragile/ Mon, 03 Mar 2025 10:11:57 +0000 https://riap.iss.it/riap/?p=12191 (IL MATTINO) – NAPOLI, 28  FEB – Focus sulle fratture, in aumento con l’età: si punta a un monitoraggio nazionale.

L'articolo (Il Mattino) – Il femore? Amico fragile è apparso prima in RIAP.

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(IL MATTINO) – NAPOLI, 28  FEB – Focus sulle fratture, in aumento con l’età: si punta a un monitoraggio nazionale.

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(Agenzia DIRE) Roma – Sanità, Fratture da fragilità, intervista al Ministro della Salute Orazio Schillaci https://riap.iss.it/riap/it/aggiornamento/rassegna-stampa/2025/01/17/agenzia-dire-roma-sanita-fratture-da-fragilita-intervista-al-ministro-della-salute-orazio-schillaci/ Fri, 17 Jan 2025 09:53:00 +0000 https://riap.iss.it/riap/?p=12018 (DIRE) – ROMA, 15 GEN – “Oggi è una giornata importante di lavoro all’Istituto superiore di Sanità per un registro relativo alle fratture da fragilità, un problema che riguarda un numero crescente di anziani nel nostro Paese”. Così il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervistato dai giornalisti oggi a Roma in occasione del convegno dal …

L'articolo (Agenzia DIRE) Roma – Sanità, Fratture da fragilità, intervista al Ministro della Salute Orazio Schillaci è apparso prima in RIAP.

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(DIRE) – ROMA, 15 GEN – “Oggi è una giornata importante di lavoro all’Istituto superiore di Sanità per un registro relativo alle fratture da fragilità, un problema che riguarda un numero crescente di anziani nel nostro Paese”. Così il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervistato dai giornalisti oggi a Roma in occasione del convegno dal titolo ‘L’impegno italiano per le fratture da fragilità’, organizzato dall’Iss in collaborazione con l’Osservatorio Fratture da fragilità (OFF Italia). L’evento è in corso presso l’Aula Pocchiari dell’Istituto. “L’Italia è tornata ad essere la seconda Nazione più longeva al mondo- ha proseguito Schillaci- ma noi dobbiamo assicurare, puntando soprattutto sulla prevenzione, e in questo il registro ci può aiutare, di evitare malattie e complicazioni che poi possono rendere più complicati gli anni di vita, soprattutto delle persone fragili ed anziane”.

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(Ansa Sanità) Schillaci, con Registro fratture fragilità più politiche mirate  https://riap.iss.it/riap/it/aggiornamento/rassegna-stampa/2025/01/17/ansa-sanita-schillaci-con-registro-fratture-fragilita-piu-politiche-mirate/ Fri, 17 Jan 2025 09:46:13 +0000 https://riap.iss.it/riap/?p=12016 (ANSA) – ROMA, 15 GEN – “La prospettiva di un Registro italiano sulle fratture da fragilità assume particolare rilevanza nel contesto italiano: un sistema di monitoraggio capillare permetterebbe di raccogliere dati preziosi su frequenza e esiti delle fratture, facilitando l’elaborazione di politiche mirate”. Così il ministro della Salute Orazio Schillaci nel corso del convegno ‘L’impegno …

L'articolo (Ansa Sanità) Schillaci, con Registro fratture fragilità più politiche mirate  è apparso prima in RIAP.

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(ANSA) – ROMA, 15 GEN – “La prospettiva di un Registro italiano sulle fratture da fragilità assume particolare rilevanza nel contesto italiano: un sistema di monitoraggio capillare permetterebbe di raccogliere dati preziosi su frequenza e esiti delle fratture, facilitando l’elaborazione di politiche mirate”. Così il ministro della Salute Orazio Schillaci nel corso del convegno ‘L’impegno italiano per le fratture da fragilità’ tenutosi oggi presso l’Istituto superiore di sanità (Iss) a Roma, in cui si è discusso della possibile realizzazione del Registro con la collaborazione tra Iss e Osservatorio per le fratture da fragilità (Off Italia), che assieme alle “società scientifiche e le associazioni dei pazienti sarà in questo senso cruciale per l’attuazione di questo progetto”. Le fratture da fragilità, ha spiegato Schillaci, “rappresentano una delle principali criticità che interessano le persone in età avanzata e i pazienti affetti da malattie rare dell’osso”, nella seconda nazione più longeva al mondo. In Italia “gli over 65 potrebbero rappresentare il 34-35% della popolazione entro il 2050 e che sono destinati ad aumentare anche i cosiddetti grandi anziani”, ha proseguito il ministro, evidenziando i progressi nel garantire agli over 65 l’intervento per frattura del femore entro 48 ore dal ricovero: “I risultati Pne 2023 evidenziano un miglioramento della tempestività di questo intervento chirurgico con il 59% di pazienti operati tempestivamente contro il 53% del 2022 e il 48% del 2021”.  Fondamentali prevenzione primaria e secondaria, ha aggiunto, ricordando il valore dei registri già esistenti come “il Registro italiano artroprotesi (Riap), che ha aperto la strada ad altri registri innovativi, come il Registro italiano dispositivi impiantabili per chirurgia spinale (Ridis)”. Serve “un impegno condiviso per costruire, ampliare e mantenere attiva la rete di collaborazione con le Regioni e le altre istituzioni coinvolte nell’implementazione della raccolta dei dati e tutta l’infrastruttura necessaria”, ha concluso Schillaci, affermando come sia “essenziale studiare e individuare una soluzione che permetta di capitalizzare e rafforzare quanto già realizzato” per “una migliore codifica delle fratture da fragilità, della definizione della loro natura, storia naturale e monitoraggio, al fine di intervenire nel migliore dei modi per la loro prevenzione e trattamento”. (ANSA).

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(Ansa Sanità) Iss e Off insieme per un registro sulle fratture da fragilità https://riap.iss.it/riap/it/aggiornamento/rassegna-stampa/2025/01/17/ansa-iss-e-off-insieme-per-un-registro-sulle-fratture-da-fragilita/ Fri, 17 Jan 2025 09:41:46 +0000 https://riap.iss.it/riap/?p=12013 (ANSA) – ROMA, 15 GEN – Un registro nazionale per fratture da fragilità, principalmente osteoporosi, che consenta migliore codifica, natura e monitoraggio della patologia, al fine di intervenire nel migliore dei modi per la sua prevenzione e trattamento. Questo uno degli obiettivi della possibile collaborazione tra Istituto superiore di sanità (Iss) e Osservatorio fratture da …

L'articolo (Ansa Sanità) Iss e Off insieme per un registro sulle fratture da fragilità è apparso prima in RIAP.

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(ANSA) – ROMA, 15 GEN – Un registro nazionale per fratture da fragilità, principalmente osteoporosi, che consenta migliore codifica, natura e monitoraggio della patologia, al fine di intervenire nel migliore dei modi per la sua prevenzione e trattamento. Questo uno degli obiettivi della possibile collaborazione tra Istituto superiore di sanità (Iss) e Osservatorio fratture da fragilità (Off Italia), che all’argomento ha dedicato oggi il convegno ‘L’impegno italiano per le fratture da fragilità’ presso l’Iss a Roma, alla presenza, tra gli altri, del ministro della Salute Orazio Schillaci, del presidente Iss Rocco Bellantone e di quello dell’Aifa Robert Nisticò.   “Le fratture da fragilità che interessano la popolazione di età avanzata e i pazienti affetti da malattie rare dell’osso rappresentano un serio problema di salute nella popolazione italiana”, ha sottolineato Bellantone. “Attualmente, si stima che le fratture da fragilità possano impattare sulla spesa sanitaria del nostro Paese per un importo di circa 10 miliardi di euro all’anno con un possibile trend in crescita legato all’invecchiamento”. Una cifra che, come ha esposto Jean Yves Reginster (Esceo), si divide in 5 miliardi e mezzo di costi diretti, 3,75 miliardi a lungo termine per le disabilità e 260 milioni in farmaci associati, per un costo pro capite (al 2019) di 156,3 euro, +21% rispetto ai 129,1 del 2010.   “Il registro”, ha spiegato il Dg Iss Andrea Piccioli, “può essere un formidabile strumento programmatorio che consentirà anche di misurare l’efficacia degli interventi messi in campo e capire come aiutare al meglio i pazienti”. In futuro, ha aggiunto, “si svilupperanno tecniche sempre meno invasive e il soggiorno in ospedale diventerà sempre più breve. La multidisciplinarietà sarà una delle chiavi di volta di questo sviluppo del futuro”.  Per la costruzione del registro si può partire dal lavoro già fatto. “Il Registro ArtroProtesi raccoglie nelle regionii dati delle fratture di femore trattate con protesi (30% di tutte le fratture di femore)”, ha affermato Marina Torre, responsabile scientifica del Registro italiano protesi impiantabili (Ripi). “Abbiamo progettato il registro Ridis che raccoglierà le fratture vertebrali. Con un adeguato rafforzamento, questa infrastruttura potrebbe essere la base per un’ipotesi di futuro Registro delle fratture da fragilità”. (ANSA).

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(SardegnaGol) Per le fratture da fragilità un impatto da 10 miliardi di euro l’anno. https://riap.iss.it/riap/it/aggiornamento/rassegna-stampa/2025/01/17/sardegnagol/ Fri, 17 Jan 2025 09:21:32 +0000 https://riap.iss.it/riap/?p=12006 Su SardegnaGol un articolo dedicato ai dati presentati al convegno "L'impegno italiano per le fratture da fragilità".

L'articolo (SardegnaGol) Per le fratture da fragilità un impatto da 10 miliardi di euro l’anno. è apparso prima in RIAP.

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Su “SardegnaGol”, un articolo dedicato ai dati presentati al convegno “L’impegno italiano per le fratture da fragilità” organizzato dall’Iss in collaborazione con l’Osservatorio Fratture da fragilità (Off Italia).

(SARDEGNAGOL) – ROMA, 15 GEN – Le fratture da fragilità, quelle cioè dovute ad un indebolimento dell’osso, principalmente a causa dell’osteoporosi, sono un problema importante per la sanità pubblica, che rischia di avere un peso sociale ed economico sempre maggiore a causa dell’invecchiamento della popolazione.
Attualmente, come ricordato recenentemente dal presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Rocco Bellantone, si stima che le fratture da fragilità possano impattare sulla spesa sanitaria del nostro Paese per un importo di circa 10 miliardi di euro all’anno con un possibile trend in crescita legato all’invecchiamento.
Secondo uno studio presentato durante l’evento il 4% della popolazione italiana è in una condizione di fragilità, una percentuale che aumenta con l’età, al punto che oltre il 50% degli over 65 è considerato ‘pre-fragile’. I siti principali per le fratture da fragilità sono polso, omero, vertebre e femore, e in particolare queste ultime sono tra quelle più debilitanti e pericolose.
Uno studio sulle schede di dimissione ospedaliera ha poi rilevato che ogni anno sono circa 100mila i ricoveri per fratture del femore negli over 65 in Italia. Il dato è risultato in forte in crescita dal 2001 al 2015, mentre dopo questo periodo i valori sono stabili (con l’eccezione di un calo negli anni del Covid), un fenomeno che potrebbe essere associato a una maggiore sensibilità nell’adottare misure di prevenzione. Se il numero assoluto è costante, si deduce sempre dallo studio, l’incidenza, cioè il numero di fratture su 100mila abitanti, è infatti in calo, e per gli over 80 sono passate da 2500 a 1500 tra il 2001 e il 2023. Il trattamento tramite dispositivi (protesi o fissazione) è l’opzione preferita, continua a crescere e copre circa l’85% dei casi nel 2023.

L'articolo (SardegnaGol) Per le fratture da fragilità un impatto da 10 miliardi di euro l’anno. è apparso prima in RIAP.

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(Quotidiano Sanità) Fratture da fragilità. Un impatto da 10 miliardi di euro l’anno. I dati dell’Iss https://riap.iss.it/riap/it/aggiornamento/rassegna-stampa/2025/01/17/quotidiano-sanita-fratture-da-fragilita-un-impatto-da-10-miliardi-di-euro-lanno-i-dati-delliss/ Fri, 17 Jan 2025 09:17:40 +0000 https://riap.iss.it/riap/?p=12004 Su Quotidiano Sanità, un articolo dedicato ai dati presentati al convegno "L'impegno italiano per le fratture da fragilità".

L'articolo (Quotidiano Sanità) Fratture da fragilità. Un impatto da 10 miliardi di euro l’anno. I dati dell’Iss è apparso prima in RIAP.

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Su “Quotidiano Sanità”, un articolo dedicato ai dati presentati al convegno “L’impegno italiano per le fratture da fragilità” organizzato dall’Iss in collaborazione con l’Osservatorio Fratture da fragilità (Off Italia).

(QUOTIDIANO SANITÀ) – ROMA, 15 GEN – Il 4% della popolazione italiana è in una condizione di fragilità, una percentuale che aumenta con l’età, al punto che oltre il 50% degli over 65 è considerato ‘pre-fragile’. Ogni anno sono circa 100mila i ricoveri per fratture del femore negli over 65 in Italia. I dati presentati al Convegno “L’impegno italiano per le fratture da fragilità” organizzato dall’Iss con l’Osservatorio per le fratture da fragilità (Off) Italia

Le fratture da fragilità, quelle cioè dovute ad un indebolimento dell’osso, principalmente a causa dell’osteoporosi, sono un problema importante per la sanità pubblica, che rischia di avere un peso sociale ed economico sempre maggiore a causa dell’invecchiamento della popolazione.

Se ne è discusso oggi al convegno “L’impegno italiano per le fratture da fragilità”, organizzato dall’Iss in collaborazione con l’Osservatorio Fratture da fragilità (OFF Italia), durante il quale sono stati affrontati i temi dell’epidemiologia e della prevenzione del fenomeno e si è discusso dell’utilità dell’istituzione di un monitoraggio dedicato, che possa sfociare eventualmente in un registro ad hoc.

“Le fratture da fragilità che interessano la popolazione di età avanzata e i pazienti affetti da malattie rare dell’osso rappresentano un serio problema di salute nella popolazione italiana – ha sottolineato il presidente dell’Iss Rocco Bellantone -. Attualmente, si stima che le fratture da fragilità possano impattare sulla spesa sanitaria del nostro Paese per un importo di circa 10 miliardi di euro all’anno con un possibile trend in crescita legato all’invecchiamento”.

Ogni anno 100mila ricoveri per fratture del femore Secondo uno studio presentato durante l’evento il 4% della popolazione italiana è in una condizione di fragilità, una percentuale che aumenta con l’età, al punto che oltre il 50% degli over 65 è considerato ‘pre-fragile’.
I siti principali per le fratture da fragilità sono polso, omero, vertebre e femore, e in particolare queste ultime sono tra quelle più debilitanti e pericolose. Uno studio sulle schede di dimissione ospedaliera ha rilevato che ogni anno sono circa 100mila i ricoveri per fratture del femore negli over 65 in Italia. Il dato è risultato in forte in crescita dal 2001 al 2015, mentre dopo questo periodo i valori sono stabili (con l’eccezione di un calo negli anni del Covid), un fenomeno che potrebbe essere associato a una maggiore sensibilità nell’adottare misure di prevenzione. S
e il numero assoluto è costante, si deduce sempre dallo studio, l’incidenza, cioè il numero di fratture su 100mila abitanti, è infatti in calo, e per gli over 80 sono passate da 2500 a 1500 tra il 2001 e il 2023. Il trattamento tramite dispositivi (protesi o fissazione) è l’opzione preferita, continua a crescere e copre circa l’85% dei casi nel 2023. Proprio a proposito dei farmaci, è stato presentato uno studio basato sul rapporto Osmed dell’Aifa secondo cui c’è una percentuale significativa di bassa aderenza alle terapie, che supera il 10% negli uomini ed è più bassa, poco superiore al 6%, nelle donne.

“Il problema delle fratture da fragilità è importante da sempre. Non esiste famiglia italiana che non sia stata toccata dalle conseguenze di una frattura da fragilità in un familiare – sottolinea Maria Luisa Brandi, Presidente dell’Osservatorio sulle Fratture da Fragilità -. Il problema emerge oggi perché siamo arrivati ad avere i famosi Baby Boomers che si fratturano. E sono tanti e continueranno ad aumentare nel prossimo decennio. Eppure la frattura di femore sarebbe l’evento cronico in età avanzata più prevedibile. Basterebbe usare quanto a nostra disposizione. Lo abbiamo scritto nelle linee guida ma la continuità assistenziale dopo una frattura da fragilità la vediamo in meno del 20% dei casi”.

L’ipotesi di un registro nazionale per le fratture da fragilità Nel corso del convegno sono stati presentati gli obiettivi della possibile collaborazione tra Iss e Off Italia al fine di esplorare la fattibilità del registro delle fratture da fragilità. Le finalità del registro riguarderebbero una migliore codifica della patologia, la definizione della sua natura e storia naturale e il suo monitoraggio, al fine di intervenire nel migliore dei modi per la sua prevenzione e trattamento. “Il registro – ha sottolineato il Direttore Generale dell’Iss Andrea Piccioli – oltre ad aiutare meglio l’entità del fenomeno nel nostro paese, può essere un formidabile strumento programmatorio che consentirà anche di misurare l’efficacia degli interventi messi in campo e capire come aiutare al meglio i pazienti. Certamente nel futuro si svilupperanno tecniche sempre meno invasive e il soggiorno in ospedale diventerà sempre più breve. La multidisciplinarietà sarà una delle chiavi di volta di questo sviluppo del futuro”.

Per la costruzione del registro, è emerso dal convegno, si può partire dal lavoro già fatto. “Il Registro Italiano ArtroProtesi raccoglie nelle regioni partecipanti i dati delle fratture di femore trattate con protesi che rappresentano mediamente il 30% di tutte le fratture di femore – spiega Marina Torre, Responsabile scientifica del Registro Italiano Protesi Impiantabili (Ripi) -. Abbiamo progettato il registro RIDIS che raccoglierà le fratture vertebrali. Con un adeguato rafforzamento, questa infrastruttura potrebbe essere la base per un’ipotesi di futuro Registro delle fratture da fragilità. L’approvazione dei regolamenti e un’adeguata infrastruttura informatica sono indispensabili per assicurare la piena operatività dei registri sull’intero territorio nazionale”.

L'articolo (Quotidiano Sanità) Fratture da fragilità. Un impatto da 10 miliardi di euro l’anno. I dati dell’Iss è apparso prima in RIAP.

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(Sanità24 – Il Sole 24 Ore) Iss: 10 miliardi l’impatto delle fratture da fragilità, l’ipotesi di un Registro nazionale https://riap.iss.it/riap/it/aggiornamento/rassegna-stampa/2025/01/17/sanita24-il-sole-24-ore-iss-10-miliardi-limpatto-delle-fratture-da-fragilita-lipotesi-di-un-registro-nazionale/ Fri, 17 Jan 2025 08:58:16 +0000 https://riap.iss.it/riap/?p=12000 Su Sanità24 un articolo dedicato ai dati presentati al convegno "L'impegno italiano per le fratture da fragilità".

L'articolo (Sanità24 – Il Sole 24 Ore) Iss: 10 miliardi l’impatto delle fratture da fragilità, l’ipotesi di un Registro nazionale è apparso prima in RIAP.

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Su “Sanità24”, un articolo dedicato ai dati presentati al convegno “L’impegno italiano per le fratture da fragilità” organizzato dall’Iss in collaborazione con l’Osservatorio Fratture da fragilità (Off Italia).

(SANITÀ24) – ROMA, 15 GEN – Le fratture da fragilità, quelle cioè dovute ad un indebolimento dell’osso, principalmente a causa dell’osteoporosi, sono un problema importante per la sanità pubblica, che rischia di avere un peso sociale ed economico sempre maggiore a causa dell’invecchiamento della popolazione. Se ne è discusso oggi al convegno ’L’impegno italiano per le fratture da fragilità’, organizzato dall’Iss in collaborazione con l’Osservatorio Fratture da fragilità (OFF Italia), durante il quale sono stati affrontati i temi dell’epidemiologia e della prevenzione del fenomeno e si è discusso dell’utilità dell’istituzione di un monitoraggio dedicato, che possa sfociare eventualmente in un registro ad hoc. “La prospettiva di un Registro italiano sulle fratture da fragilità – sottolinea il ministro della Salute, Orazio Schillaci – assume particolare rilevanza nel contesto italiano: un sistema di monitoraggio capillare permetterebbe di raccogliere dati preziosi su frequenza e esiti delle fratture, facilitando l’elaborazione di politiche mirate”.

“Le fratture da fragilità che interessano la popolazione di età avanzata e i pazienti affetti da malattie rare dell’osso rappresentano un serio problema di salute nella popolazione italiana – aggiunge il presidente dell’Iss, Rocco Bellantone -. Attualmente, si stima che le fratture da fragilità possano impattare sulla spesa sanitaria del nostro Paese per un importo di circa 10 miliardi di euro all’anno con un possibile trend in crescita legato all’invecchiamento”.

Ogni anno 100mila ricoveri per fratture del femore

Secondo uno studio presentato durante l’evento il 4% della popolazione italiana è in una condizione di fragilità, una percentuale che aumenta con l’età, al punto che oltre il 50% degli over 65 è considerato ‘pre-fragile’. I siti principali per le fratture da fragilità sono polso, omero, vertebre e femore, e in particolare queste ultime sono tra quelle più debilitanti e pericolose. Uno studio sulle schede di dimissione ospedaliera ha rilevato che ogni anno sono circa 100mila i ricoveri per fratture del femore negli over 65 in Italia. Il dato è risultato in forte in crescita dal 2001 al 2015, mentre dopo questo periodo i valori sono stabili (con l’eccezione di un calo negli anni del Covid), un fenomeno che potrebbe essere associato a una maggiore sensibilità nell’adottare misure di prevenzione. Se il numero assoluto è costante, si deduce sempre dallo studio, l’incidenza, cioè il numero di fratture su 100mila abitanti, è infatti in calo, e per gli over 80 sono passate da 2500 a 1500 tra il 2001 e il 2023. Il trattamento tramite dispositivi (protesi o fissazione) è l’opzione preferita, continua a crescere e copre circa l’85% dei casi nel 2023. Proprio a proposito dei farmaci, è stato presentato uno studio basato sul rapporto Osmed dell’Aifa secondo cui c’è una percentuale significativa di bassa aderenza alle terapie, che supera il 10% negli uomini ed è più bassa, poco superiore al 6%, nelle donne.

“Il problema delle fratture da fragilità è importante da sempre. Non esiste famiglia italiana che non sia stata toccata dalle conseguenze di una frattura da fragilità in un familiare – sottolinea Maria Luisa Brandi, presidente dell’Osservatorio sulle fratture da fragilità -. Il problema emerge oggi perché siamo arrivati ad avere i famosi Baby Boomers che si fratturano. E sono tanti e continueranno ad aumentare nel prossimo decennio. Eppure la frattura di femore sarebbe l’evento cronico in età avanzata più prevedibile. Basterebbe usare quanto a nostra disposizione. Lo abbiamo scritto nelle linee guida ma la continuità assistenziale dopo una frattura da fragilità la vediamo in meno del 20% dei casi”.

L’ipotesi di un registro nazionale per le fratture da fragilità

Nel corso del convegno sono stati presentati gli obiettivi della possibile collaborazione tra Iss e Off Italia al fine di esplorare la fattibilità del registro delle fratture da fragilità. Le finalità del registro riguarderebbero una migliore codifica della patologia, la definizione della sua natura e storia naturale e il suo monitoraggio, al fine di intervenire nel migliore dei modi per la sua prevenzione e trattamento. “Il registro – ha sottolineato il direttore generale dell’Iss Andrea Piccioli – oltre ad aiutare meglio l’entità del fenomeno nel nostro paese, può essere un formidabile strumento programmatorio che consentirà anche di misurare l’efficacia degli interventi messi in campo e capire come aiutare al meglio i pazienti. Certamente nel futuro si svilupperanno tecniche sempre meno invasive e il soggiorno in ospedale diventerà sempre più breve. La multidisciplinarietà sarà una delle chiavi di volta di questo sviluppo del futuro”.

Per la costruzione del registro, è emerso dal convegno, si può partire dal lavoro già fatto. “Il Registro Italiano ArtroProtesi raccoglie nelle regioni partecipanti i dati delle fratture di femore trattate con protesi che rappresentano mediamente il 30% di tutte le fratture di femore – spiega Marina Torre, responsabile scientifica del Registro Italiano Protesi Impiantabili (Ripi) -. Abbiamo progettato il registro RIDIS che raccoglierà le fratture vertebrali. Con un adeguato rafforzamento, questa infrastruttura potrebbe essere la base per un’ipotesi di futuro Registro delle fratture da fragilità. L’approvazione dei regolamenti e un’adeguata infrastruttura informatica sono indispensabili per assicurare la piena operatività dei registri sull’intero territorio nazionale”.

L'articolo (Sanità24 – Il Sole 24 Ore) Iss: 10 miliardi l’impatto delle fratture da fragilità, l’ipotesi di un Registro nazionale è apparso prima in RIAP.

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(AGI) Le fratture da fragilità costano 10 miliardi di euro l’anno https://riap.iss.it/riap/it/aggiornamento/rassegna-stampa/2025/01/17/agi-le-fratture-da-fragilita-costano-10-miliardi-di-euro-lanno/ Fri, 17 Jan 2025 08:53:01 +0000 https://riap.iss.it/riap/?p=11997 Sul canale "Salute" dell'AGI, un articolo dedicato ai dati presentati al convegno "L'impegno italiano per le fratture da fragilità"

L'articolo (AGI) Le fratture da fragilità costano 10 miliardi di euro l’anno è apparso prima in RIAP.

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Sul canale “Salute” dell’AGI (Agenzia Giornalistica Italia), un articolo dedicato al costo delle fratture da fragilità, tema discusso durante il convegno “L’impegno italiano per le fratture da fragilità” organizzato dall’Iss in collaborazione con l’Osservatorio Fratture da fragilità (Off Italia).

(AGI) – ROMA, 15 GEN – Le fratture da fragilità, quelle cioè dovute a un indebolimento dell’osso, principalmente a causa dell’osteoporosi, sono un problema importante per la sanità pubblica, che rischia di avere un peso sociale ed economico sempre maggiore a causa dell’invecchiamento della popolazione. Se ne è discusso al convegno ‘L’impegno italiano per le fratture da fragilità, organizzato dall’Iss in collaborazione con l’Osservatorio Fratture da fragilità (Off Italia), durante il quale sono stati affrontati i temi dell’epidemiologia e della prevenzione del fenomeno e si è discusso dell’utilità dell’istituzione di un monitoraggio dedicato, che possa sfociare eventualmente in un registro ad hoc.
“Le fratture da fragilità che interessano la popolazione di età avanzata e i pazienti affetti da malattie rare dell’osso – sottolinea il presidente dell’Iss Rocco Bellantone – rappresentano un serio problema di salute nella popolazione italiana. Attualmente, si stima che le fratture da fragilità possano impattare sulla spesa sanitaria del nostro Paese per un importo di circa 10 miliardi di euro all’anno con un possibile trend in crescita legato all’invecchiamento”.

L'articolo (AGI) Le fratture da fragilità costano 10 miliardi di euro l’anno è apparso prima in RIAP.

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(Ansa Sanità) Rischio fratture, il 4% degli italiani in condizioni di fragilità https://riap.iss.it/riap/it/aggiornamento/rassegna-stampa/2025/01/17/ansa-sanita-rischio-fratture-il-4-degli-italiani-in-condizioni-di-fragilita/ Fri, 17 Jan 2025 08:47:37 +0000 https://riap.iss.it/riap/?p=11992 Sul canale "Salute&Benessere" dell'ANSA, un articolo dedicato ai dati presentati al convegno "L'impegno italiano per le fratture da fragilità"

L'articolo (Ansa Sanità) Rischio fratture, il 4% degli italiani in condizioni di fragilità è apparso prima in RIAP.

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Sul canale “Salute&Benessere” dell’ANSA, un articolo dedicato ai dati presentati al convegno “L’impegno italiano per le fratture da fragilità” organizzato dall’Iss in collaborazione con l’Osservatorio Fratture da fragilità (Off Italia).

(ANSA SANITÀ) – ROMA, 15 GEN – Il 4% della popolazione italiana è in una condizione di fragilità che può portare a fratture.

Percentuale che aumenta con l’età, con oltre il 50% degli over 65 considerato ‘pre-fragile’, mentre i siti principali per le fratture da fragilità sono polso;, omero, e soprattutto vertebre e femore, tra quelle più debilitanti e pericolose. Il dato emerge da uno studio presentato durante il convegno ‘L’impegno italiano per le fratture da fragilità’ tenutosi oggi presso l’Istituto superiore di sanità a Roma, in cui si è discusso della possibile realizzazione di un registro nazionale per le fratture da fragilità.

Ogni anno sono circa 100mila i ricoveri per fratture del femore tra gli over 65, dato in crescita dal 2001 al 2015 e stabilizzato da allora, forse grazie all’aumento di sensibilità nell’adottare misure di prevenzione. L’incidenza è infatti in calo: per gli over 80 sono passate da 2500 a 1500 su 100mila abitanti tra il 2001 e il 2023. Rimane comunque una causa non trascurabile di mortalità (20% dei casi entro un anno) e disabilità (50%). Uno studio presentato durante il convegno, basato sul rapporto Osmed dell’Aifa, ha rilevato come vi sia però una significativa percentuale di bassa aderenza alle terapie: oltre il 10% negli uomini, poco sopra il 6% nelle donne. Nei pazienti osteoporotici, poi, il rischio di fratture da fragilità durante la vita è del 40-50% nelle donne e del 13-22% negli uomini. Oltre il 50% dei pazienti con fratture da fragilità, è emerso durante il convegno, non viene ricoverato.

“Non esiste famiglia italiana che non sia stata toccata dalle conseguenze di una frattura da fragilità in un familiare”, ha ricordato Maria Luisa Brandi, presidente dell’Osservatorio sulle fratture da fragilitò (Off Italia), che ha intenzione di creare il registro nazionale in collaborazione con l’Iss. “Il problema emerge oggi perché siamo arrivati ad avere i famosi Baby Boomers che si fratturano. Sono tanti, e continueranno ad aumentare nel prossimo decennio. Eppure la frattura di femore sarebbe l’evento cronico in età avanzata più prevedibile, usando quanto a nostra disposizione. Lo abbiamo scritto nelle linee guida, ma la continuità assistenziale dopo una frattura da fragilità la vediamo in meno del 20% dei casi”.

L'articolo (Ansa Sanità) Rischio fratture, il 4% degli italiani in condizioni di fragilità è apparso prima in RIAP.

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(OrthoAcademy.it) Registro protesi, 15 anni di dati ma la copertura è ancora bassa https://riap.iss.it/riap/it/aggiornamento/rassegna-stampa/2024/03/01/orthoacademy-it-registro-protesi-15-anni-di-dati-ma-la-copertura-e-ancora-bassa/ Fri, 01 Mar 2024 09:15:14 +0000 https://riap.iss.it/riap/?p=11710 Su OrthoAcademy.it un articolo dedicato al Report 2022 del Riap.

L'articolo (OrthoAcademy.it) Registro protesi, 15 anni di dati ma la copertura è ancora bassa è apparso prima in RIAP.

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Su OrthoAcademy.it un articolo dedicato al Report 2022 del Riap, in cui per la prima volta vengono presentate le analisi sugli interventi non più relativi a un singolo anno, bensì all’intero periodo di attività del registro a partire dal 2007, anno di avvio della raccolta dati, fino al 2021.

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